Prestito con cambiale per disabili: vantaggi, informazioni, guida completa

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Nel Paese delle eterne ingiustizie, anche per gli invalidi la vita non è semplicissima. Basti pensare ad esempio agli importi spesso irrisori delle pensioni spettanti a questa categoria, per capire meglio l’assunto di partenza.
Una categoria peraltro vasta, come dimostrano i numeri forniti da Istat. Secondo l’Istituto di Statistica, infatti, sono 3,1 milioni le persone disabili nel nostro Paese, il 5,2% della popolazione italiana. Persone che non sono spesso in grado di provvedere a sé stesse, rappresentando quindi un problema di non poco conto per la propria famiglia.

Il Modello Sociale della Disabilità

Per riuscire a capire meglio il contesto in cui sono costretti a misurarsi i disabili, occorre dare vita ad una riflessione preliminare, quella riguardante la definizione di disabilità. Se sino a qualche decennio fa, essa era considerata esclusivamente nel suo aspetto di limitazione insita nell’individuo e trattata alla stregua di un problema medico sul quale si poteva effettuare un intervento individuale, oggi il punto di riferimento è il Modello Sociale della Disabilità, coniato negli anni ’80.
Per il quale questa condizione rappresenta il logico risultato di un’interazione tra il livello di limitazione individuale fisica o sensoriale o cognitiva o mentale e il contesto di vita. Risultando infine una conseguenza dei fattori sociali e facendo in modo che in un contesto poco accessibile o inclusivo tenda ad aumentare.

La classificazione ICF

In Italia, la nuova definizione di disabilità è stata accolta con la classificazione ICF (International Classification of Functioning, Disability and Health) dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, approvata nel 2001. La quale non la concepisce più come una riduzione delle capacità funzionali individuata mediante una diagnosi medica, ma la concepisce alla stregua del “termine ombrello per menomazioni, limitazioni dell’attività e restrizioni alla partecipazione. Esso indica gli aspetti negativi dell’interazione tra un individuo (con una condizione di salute) e i fattori contestuali di quell’individuo”.
Una definizione cui si riferisce a sua volta la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità risalente al 2006 e ratificata nel nostro Paese tre anni più tardi. In cui vengono incluse tra le persone disabili tutti coloro che hanno minorazioni fisiche, mentali, intellettuali o sensoriali a lungo termine tali da impedire nell’interazione con varie barriere la loro piena ed effettiva partecipazione alla società su una reale base di eguaglianza con gli altri.

Disabili e credito

I problemi dei disabili si vanno a scontrare in Italia anche con pensioni di invalidità irrisorie. Cui soltanto di recente, con una sentenza della Corte Costituzionale, si è iniziato a porre riparo.
Importi talmente esigui da impedire che molti di loro possano accedere al credito, per cercare di trovare un sostegno che lo Stato non fornisce. A spiegare questa mancata attenzione è come al solito il problema delle garanzie economiche che ognuno di noi deve fornire a sostegno della propria richiesta di finanziamento.
Di fronte ad essa, infatti, l’ente consultato avvia una procedura tesa ad appurare le condizioni finanziarie della controparte. Le quali devono ovviamente garantire alla finanziaria una reale possibilità di rientrare della cifra concessa. Ovvero di ridurre al minimo il rischio di insolvenza.
Già questo rappresenta un primo ostacolo di non poco conto, alla luce degli importi drammaticamente limitati delle pensioni erogate in Italia agli invalidi. A ciò si aggiunge poi un ulteriore ostacolo, ovvero la necessità di appurare il reale stato di salute del richiedente. Ovvero tutte le informazioni relative alla patologia che va a determinare la sua invalidità. Nel caso in cui provveda ad alterare eccessivamente il rischio di morte del cliente, la compagnia può decidere di non dare corso alla richiesta. Spingendo di conseguenza alla ricerca di formule creditizie alternative.

Il prestito cambializzato può essere una soluzione per gli invalidi

Tra le possibili soluzioni per gli invalidi, una delle più facilmente praticabili è rappresentata dal prestito con cambiale. Ovvero la particolare formula che prevede la sostituzione di un titolo esecutivo alla classica rata prevista nei piani di rientro dei prestiti tradizionali.
Se sono poche le finanziarie che operano in questa particolare nicchia, è però più facile che lo concedano. Un atteggiamento che è giustificato proprio dalla presenza della cambiale, la quale assicura l’azienda creditizia sul rientro dei soldi concessi. Nel caso in cui la controparte non dovesse onorare il suo impegno, infatti, scatta il sequestro dei beni posti a garanzia.
Se per chi concede i soldi il vantaggio è evidente, resta però da capire se anche il disabile (o qualunque altra controparte interessata) può ricavare il suo. Proviamo a capire, quindi, quali siano i pro e i contro del prestito con cambiale.

Prestiti con cambiale: pro e contro

Quali sono i vantaggi collegati al ricevimento di un prestito cambializzato? In questa categoria possiamo senz’altro mettere:

  1. il fatto che spesso rappresenta l’unica possibilità per chi non è in grado di sostenere la sua richiesta con adeguate garanzie;
  2. la notevole versatilità di questa formula creditizia. Nel caso in cui non si sia in grado di onorare una cambiale, se ne può chiedere la sostituzione, naturalmente con un aggravio delle condizioni di rimborso.

A fronte di questi pro, sull’altro piatto della bilancia possiamo sicuramente mettere la scarsa o nulla convenienza. I costi di un prestito con cambiale, infatti, sono considerati troppo elevati dagli esperti. I quali consigliano a chi ne abbia la possibilità di prendere in considerazione il prestito con garante, considerato molto meno oneroso in termini di costo.

Le garanzie per gli invalidi si estendono al lato medico

Come abbiamo ricordato, per poter accedere ad un prestito, è necessario avere le garanzie richieste dalle finanziarie, ovvero:

  • la capacità reddituale, sotto forma di busta o entrate ricorrenti cui attingere per poter onorare il piano di rientro concordato;
  • il merito creditizio, ovvero uno storico nei rapporti con il settore tale da non presentare macchie. Chi chiede i soldi, cioè, non deve figurare in un elenco di cattivi pagatori o tra i protestati.

Nel caso degli invalidi, però, una ulteriore garanzia è rappresentata dalla documentazione medica. Dalla quale la compagnia può dedurre il reale stato di salute del richiedente. Se dalla stessa dovesse essere riscontrato un rischio di decesso troppo elevato il prestito sarebbe senz’altro rifiutato.
Infine, c’è da considerare un ulteriore aspetto, quello rappresentato dal periodo di tempo per il quale l’invalido riceve la pensione. Ove esso abbia una scadenza, il rientro della somma concordata dovrà avvenire entro e non oltre la stessa. Considerati gli importi estremamente magri di troppi trattamenti pensionistici, il rischio è che la somma concessa sia estremamente limitata.

I prestiti cambializzati online

Per cercare di ottenere prestiti con cambiale in grado di risultare più convenienti, il nostro consiglio è di provare con il credito online. Il quale si sta affermando con sempre maggiore forza, proprio facendo leva su questa caratteristica. La quale discende dalla compressione dei costi derivante dalle minori esigenze gestionali e dalla riduzione del fattore umano necessaria per portarlo avanti.
A questo primo vantaggio, se ne va poi a sommare un altro, non meno importante. Ovvero la notevole riduzione dei tempi necessari per poter portare a termine le procedure. Una volta immessi i propri dati nell’apposito questionario, infatti, basta attendere di essere contattati presso il recapito indicato per iniziare l’ultima fase, quella destinata alla verifica dei dati inseriti. Ove si rivelino veritieri, l’iter subirà una notevole accelerazione, che potrebbe concludersi in un paio di giornate lavorative con il deposito dei soldi richiesti sul conto corrente indicato.