Prestiti con cambiali senza busta paga: cosa sono e come funzionano, come ottenerli, consigli, approfondimento

134

Indice dei contenuti

I prestiti con cambiali senza busta paga sono un’occasione di finanziamento per tutti coloro che hanno oggettivi problemi di accesso al mercato del credito. Istituti di credito e società finanziarie richiedono garanzie per il rimborso, e per questo la busta paga e il TFR, o al limite un 730 che dimostri un alto reddito, sono condizioni ineludibili per avere il via libera al prestito. In questa guida dedicata vogliamo concentrare la nostra attenzione sul prestito cambializzato, che invece va incontro alle esigenze di tutti coloro che hanno bisogno di liquidità urgente ma non sono lavoratori dipendenti, per cui non possono presentare la busta paga a garanzia.

A chi si rivolgono?

In linea generale le cambiali possono essere utili per ogni tipologia di finanziamento, per cui i prestiti di questo tipo sono aperti a una pluralità molto vasta di soggetti. Ma un prestito con cambiale senza busta paga si rivolge specificamente a due grandi categorie di destinatari:

  • Lavoratori autonomi, liberi professionisti, lavoratori atipici e precari in genere
  • Richiedenti iscritti nel registro dei cattivi pagatori

Questi soggetti normalmente avrebbero difficoltà di accesso al credito, ma poiché la cambiale è un titolo di credito che offre determinate garanzie all’ente di credito, può ridurre il rischio insolvenza, a maggior ragione se sono proposte determinate tutele aggiuntive.

Le garanzie richieste

Le società finanziarie che erogano prestiti con cambiali senza busta paga permettono di aggirare la questione dell’affidabilità creditizia consentendo a chi ha avuto disguidi precedenti, ma anche a giovani e precari che sono magari alla prima richiesta di prestito, di ottenere una somma di denaro, solitamente compresa tra i 1500 e i 50.000 euro. Per accedere al credito è necessario comunque stimare il livello di reddito, per cui oltre ai documenti personali possono essere richieste determinate garanzie, più stringenti quanto più è elevata la cifra richiesta:

  • Polizza assicurativa
  • Avallo o fideiussione
  • Ipoteca su beni immobili
  • Pegno su beni materiali

In una situazione standard l’unica richiesta obbligatoria è la polizza vita, che viene solitamente richiesta per tutelare il creditore ma anche il debitore da tutti gli eventi che potrebbero compromettere l’ammortamento. In situazioni più complesse può essere richiesto il coinvolgimento di un soggetto terzo come garante: nell’avallo il garante è obbligato a intervenire in caso di insolvenza del debitore principale nel medesimo modo, nella fideiussione il garante è sostanzialmente estraneo all’ammortamento del debito, a meno che il debitore principale sia insolvente. Sono molto simili, ma la fideiussione è un’obbligazione di garanzia che ha carattere accessorio e il fideiussore può anche eccepire al creditore, mentre l’avallo è un’obbligazione cambiaria e l’avallante non può opporre al creditore le eccezioni personali dell’avallato.

Come funziona il pagamento tramite cambiali

La cambiale, per dirla in un linguaggio semplice, è una promessa di pagamento in cui sono riportati i dati necessari che stabiliscono l’obbligo di un soggetto a pagare a un altro una determinata cifra, in un certo luogo e a una certa data. Il tutto corredato da un’imposta di bollo e le firme che vidimano il pezzo di carta, dando ad essa valore legale. Una volta accettata la cambiale,

l’ente di credito invia al debitore la comunicazione di pagamento una decina di giorni prima della scadenza, il quale dovrà provvedere al pagamento. Anche con le cambiali è possibile chiedere la domiciliazione sul conto corrente, se i fondi a disposizione sono sufficienti. In caso di mancanza di denaro, è bene che il debitore concordi lo spostamento della scadenza, avendo la cambiale tra i suoi pregi una maggiore flessibilità rispetto alla tradizionale rata di ammortamento.

Se il debitore non dovesse onorare la promessa di pagamento, il creditore ha la facoltà di richiedere un’ingiunzione di pagamento anche attraverso il pignoramento dei beni, senza dover attendere il pronunciamento di un giudice.

Tratta o Pagherò: le differenze

Finora abbiamo parlato genericamente di cambiale, ma invero esistono molteplici tipologie di cambiale, a seconda delle scadenze e della formulazione. Le due principali tipologie di cambiale in uso nella prassi commerciale sono:

  • La tratta, in cui si prescrive un ordine di pagamento che il soggetto firmatario (il traente) fornisce ad un soggetto debitore (trattario), a beneficio personale ma anche eventualmente di un soggetto terzo
  • Il vaglia cambiario o pagherò, che viene emesso direttamente dal soggetto debitore e contiene al suo interno la sua promessa di onorare l’obbligazione contratta con un dato beneficiario. L’emittente rimane in questo caso sempre e comunque l’obbligato principale

Nei prestiti con cambiali senza busta paga si privilegia quasi sempre la formula del pagherò, con cui si procede all’ammortamento del capitale più gli interessi, attraverso un piano di rimborso mensile che può durare dai 12 ai 120 mesi.

I tassi di interesse

L’erogazione di un capitale sotto forma di prestito con cambiale comporta naturalmente l’applicazione di interessi da parte dell’ente finanziario per il rimborso. Quando vengono richiesti prestiti senza busta paga, soprattutto a cattivi pagatori, abbiamo tassi di interesse più elevati della media di mercato, per cui è un aspetto che dobbiamo sempre valutare circa la convenienza. Ricordiamo che i tassi di interesse sono così riportati nei volantini promozionali e nei contratti di finanziamento

  • TAN (Tasso Annuo Nominale)
  • TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale)

Il primo dato percentuale indica solo gli interessi puri applicati al capitale erogato, mentre il secondo tasso è più utile perché ci offre l’insieme complessivo delle spese a carico del debitore, comprensive di imposte e commissioni varie. Ricordiamo che nella maggior parte dei casi la polizza assicurativa obbligatoria non è conteggiata nel TAEG, per cui è una spesa aggiuntiva di cui tenere conto.

Prestiti cambializzati tra privati

La diffusione sempre più capillare degli strumenti di comunicazione digitale ha portato allo sviluppo di piattaforme on line dove poter fare prestiti tra privati veloci e sicuri: sono luoghi virtuali dove domanda e offerta possono incontrarsi sotto l’egida di un sistema autorizzato dalla Banca d’Italia, e che spesso permette di offrire prestiti a tassi molto più competitivi rispetto a banche e finanziarie.

Tuttavia questo sistema non permette prestiti a cattivi pagatori e protestati, mentre lavoratori senza busta paga potrebbero effettivamente trovare una valida alternativa al prestito cambializzato fin qui analizzato. In ogni caso, esulando da queste piattaforme cosiddette di social lending, è sempre possibile fare prestiti con cambiali tra privati, anche tra familiari stretti, sottoscrivendo

tra le parti una scrittura privata che, secondo quanto prescrive l’art. 2702 del Codice civile, consente di “fare piena prova fino a querela del falso, della provenienza delle dichiarazioni da chi l’ha sottoscritta, se colui contro il quale la scrittura è prodotta ne riconosce la sottoscrizione, ovvero se questa è legalmente considerata come riconosciuta“.

Conclusioni

I prestiti con cambiali senza busta paga sono indubbiamente vantaggiosi per la loro flessibilità e per la capacità di offrire una soluzione di credito anche a coloro che avrebbero normalmente difficoltà di accesso per assenza di uno o più requisiti. Tuttavia non dobbiamo dimenticare che i costi da sostenere sono abbastanza elevati, e che in ogni caso la cambiale è un titolo di credito che consente un esproprio dei propri beni in maniera abbastanza veloce ove venisse riscontrata l’insolvenza, per cui è bene fare attentamente le proprie valutazioni prima di sottoscrivere un impegno di questo tipo.