Prestiti con cambiale: il Cud è obbligatorio? Requisiti e documentazione

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Se vuoi scoprire quando è obbligatorio il Cud nei prestiti con cambiale, sei nel posto giusto. In questa guida ti spiegheremo nel dettaglio ogni volta che dovrai utilizzare questo documento nei finanziamenti cambializzati. Ma prima, scopriamo insieme in cosa consiste questo tipo di credito.

Prestiti con cambiale: cosa sono

I prestiti con cambiale sono una tipologia di credito che ha come unica garanzia la cambiale. Infatti non si tratta di un finanziamento con troppi vincoli e garanzie, né ci sono dei criteri di ammissibilità troppo stretti. La cambiale è un titolo di credito a carattere esecutivo e dà la possibilità immediata al creditore di prendere provvedimenti contro il debitore qualora questo non pagasse alcune rate. Ma procediamo con ordine.

Nel prestito con cambiale avviene un finanziamento tra una banca o una società finanziaria ed un richiedente. Quest’ultimo dovrà sempre dimostrare un certo patrimonio e un reddito stabile. Infatti a rientrare nel prestito con cambiale sono i lavoratori autonomi e i liberi professionisti, i quali dovranno sottoscrivere però una polizza assicurativa sulla vita, i dipendenti, che dovranno presentare un TFR (Trattamento di Fine Rapporto), e i pensionati che invece devono allegare alla domanda anche un certificato emesso dall’Ente pensionistico di appartenenza.

Ma i prestiti con cambiale sono aperti anche alla categoria di persone senza una busta paga, come i giovani neoassunti, i disoccupati e i precari. Infatti anche chi non ha un reddito potrà accedere ad un finanziamento di questo tipo purché presenti un documento attestante di essere proprietari di un immobile o la firma di un garante che faccia da fideiussore.

Prestiti con cambiali: i cattivi pagatori

Non solo chi è senza una busta paga può accedere ai prestiti con cambiale, ma anche i cattivi pagatori. Infatti, anche coloro che sono stati bollati e inseriti nella Centrale di Rischi Finanziari, potranno ottenere un prestito. Di solito, chi viene inserito nel database è perché si è dimostrato insolvente di fronte al pagamento di alcune rate, di solito più di una. Queste persone, in base al numero di rate non rimborsate e in base alla gravità del “reato”, restano inseriti nella Crif per un periodo che può andare dai 12 mesi ai 36 mesi. Durante quel periodo non potranno richiedere alcun prestito finanziario. Ma questo non accade con i prestiti cambializzati.

I prestiti con cambiale sono una tipologia di finanziamento fiduciario, non vengono richieste garanzie materiali ma solo la dimostrazione della propria posizione sociale ed economica. In fase istruttoria la finanziaria non verifica lo storico creditizio del richiedente, ecco perché anche i cattivi pagatori possono rientrarvi.

Il potere della cambiale nel prestito

La cambiale è l’elemento principale di questo prestito. Abbiamo già specificato che si tratta di un titolo di credito con carattere di esecutività. La cambiale consente alla banca di avere una vera e propria garanzia in caso di mancato pagamento di una o più rate da parte del debitore. Grazie ad essa, si potrà riottenere in modo facile e rapido l’importo prestato.

In caso di insolvenza, la banca o qualsiasi altro creditore potrà recarsi da un notaio e procedere, prima al protesto, e poi al pignoramento dei beni designati dal debitore al momento della stipula del contratto.

La cambiale può essere di due tipologie: nella forma pagherò e nella forma tratta. Prima di tutto, la cambiale della forma pagherà indica che il debitore promette di pagare l’importo richiesto in prestito. La cambiale in forma tratta, invece, indica che la banca ordina al beneficiario del prestito di pagare un terzo, spesso la banca stessa, con un importo di denaro preciso in un giorno stabilito.

Prestiti con cambiale: il Cud è obbligatorio?

Ci sono dei casi nei prestiti con cambiale in cui il Cud è obbligatorio. Il Cud è la Certificazione Unica dei redditi che attesta il lavoro dipendente, la pensione, il lavoro autonomo e anche dei diversi tipi di reddito. Serve per dimostrare i redditi che derivano da varie forme di contratti di lavoro o dalla pensione. Il datore di lavoro e l’ente pensionistico ha l’obbligo di rilasciare il cud al lavoratore ogni anno per poter certificare le somme erogate e le ritenute d’acconto effettuate e versate allo Stato. Ogni Cud si riferisce ai redditi percepiti nell’anno precedente.

Di solito i prestiti con il Cud sono da presentare qualora il richiedente non avesse un contratto di lavoro di tipo indeterminato. Quindi che si tratti di soggetti liberi professionisti o lavoratori autonomi, ma anche pensionati, si potrà allegare la Certificazione. Al posto delle ultime due buste paga si potrà unire la certificazione di reddito, in aggiunta al documento di identità e al codice fiscale, per la valutazione di ammissibilità della banca.

Infatti le banche di solito preferiscono avere le ultime due buste paga del richiedente per capire se è in grado di coprire il finanziamento. Qualora il richiedente non sia un lavoratore dipendente, andrà bene però anche il CUD. Infatti la Certificazione Unica è l’ideale per i prestiti con cambiale senza busta paga.

Prestiti con cambiale: quando è obbligatorio il Cud

Come abbiamo visto nel paragrafo precedente, il Cud è obbligatorio ne prestiti con cambiale senza busta paga. In questi casi infatti si congilia di presentare la certificazione unica o il modello unico come garanzia al posto della busta paga. Tuttavia, il reddito del richiedente dovrà comunque essere soddisfacente per i criteri di ammissibilità della banca.

Qualora il reddito non risultasse sufficiente occorre mettere altre garanzie, come dei beni immobili da ipotecare o un garante come fideiussore che garantisca al posto del beneficiario del prestito. Invece per chi richiede i piccoli prestiti con cambiale, sarà sufficiente presentare unicamente il Cud con il codice fiscale e il documento di identità.

Nei prestiti con cambiale è obbligatorio presentare il CUD quando a fare la richiesta sono i pensionati. Questi infatti, per richiedere la liquidità, dovranno allegare al modulo di domanda anche i cedolini di pensione, un documento di validità in corso di validità, un codice fiscale e la Certificazione Unica dei Redditi.  Nel caso di protestati o cattivi pagatori, spesso solo il Cud non basta. Infatti bisognerà ricorrere ad un fideiussore.